Gianni Rosato Attore Calabrese Internazionale

Gianni Rosato, un attore che a differenza di molti suoi colleghi, oltre che per bravura, ha la particolarità di essere estremamente gentile e cortese, caratteristica non di poco conto per chi appartiene al mondo dello spettacolo. Gianni, di strada ne ha fatta sino ad oggi; ha lasciato la sua Calabria per approdare a Roma per inseguire il suo sogno, quello di diventare un bravo attore. Con entusiamo e sacrificio, sta continuando a proteggere il suo sogno, con il sorriso, suo immacabile compagno di viaggio.

Sarà anche presente nella Serie TELEVISIVA 2022 – VIOLA COME IL MARE regia di F. Vicario con Can Yaman.

Gianni Rosato

E’ un sognatore e lo è sempre stato. E’ nato in Calabria, a Catanzaro, cresciuto in Piemonte e vive a Roma ormai da 16 anni. Ha scelto la capitale per coltivare la sua passione più grande, ovvero la recitazione. La città magica ed eterna per eccellenza offre svariate possibilità che altre non potrebbero darti. E’ un ragazzo molto altruista, solare e passionale, è del Sud, non potrebbe essere diversamente! E’ convinto che nella vita niente gli sia dovuto, anzi, che sia necessario lavorare duramente, anche se non sempre purtroppo si riesce subito a portare a casa un risultato. Per un lungo periodo, infatti, ha fatto provini su provini, ma non lo richiamava nessuno. Non si è mai buttato giù però, ha sempre lavorato, facendo il cameriere per pagarsi gli studi e spesso, per affrontare queste spese, non riusciva ad arrivare a fine mese, ma era felice perchè inseguiva un sogno, il suo sogno e si è ripromesso che non avrebbe mai permesso a nessuno di calpestarlo, perchè era il suo e soltanto il suo.

Lo Spot per il Famoso Olio Carapelli come Unico Protagonista:

https://www.youtube.com/watch?v=5KrbGYqXPBk

Ciò che mi ha colpito quando ho conosciuto il grande Gianni Rosato è stato quando ha detto:

Penso alla gioia e all’orgoglio di essere uno del Sud, ma al tempo stesso alla rabbia nel vedere che molte zone della nostra straordinaria terra, che ha un potenziale illimitato, restano aride e nessuno investe per apportare migliorie. Ogni anno sono centinaia i ragazzi che si iscrivono all’università per fare un percorso formativo che purtroppo solo pochi porteranno a termine con successo; altri restano a casa a godere della pensione della zia anziana o della nonna ormai morente; altri ancora lavorano pochi mesi per poi richiedere la disoccupazione. Ecco, vorrei rivolgermi a questi ragazzi, che, come me, saranno gli uomini di domani. Dobbiamo essere ambiziosi, determinati, non dobbiamo mai dire di non avere possibilità! Dobbiamo solo credici e volerlo davvero! In Calabria ho la mia famiglia, i parenti e molti amici. Essendo un po’ sparsi per l’Italia, l’estate diventa il modo per rivederli un po’ tutti. Mi piace parlare di come le nostre vite siano cambiate, dei sacrifici fatti per realizzare i nostri sogni e perché no, mi piace anche confrontarmi con chi ha deciso di restare in paese e mettere su famiglia.

Tra i suoi ultimi lavori parliamo di YURIA:

Da un’idea di Gianni Rosato e la regia di Mattia Riccio è nato il film “Yuria” prodotto da “Welcome to Sardegna srl” in collaborazione con “Vinians srl” e trasmesso dal 22 ottobre scorso su Amazon Prime Video.

Un thriller di 45’ minuti girato completamente a Curinga in cui non manca la suspense. Non lasciandoci ingannare dalla produzione, il film è stato realizzato grazie al contributo finanziario dell’Amministrazione comunale di Curinga che ha voluto investire in un progetto ambizioso e particolare, fortemente sostenuto dal conterraneo Gianni Rosato, che con questo lavoro ha voluto rendere omaggio al suo paese natio, per far conoscere le sue bellezze a livello internazionale.

Una trama particolare dai molteplici intrecci, ambientata in uno dei posti più suggestivi del territorio curinghese ovvero il Monastero di Sant’Elia.

Di Curinga però compaiono altri luoghi caratteristici come la chiesa dell’Immacolata da cui prende il via il thriller, con le comparse interpretate da cittadini curinghesi, mentre il cast vede fra gli attori, oltre a Rosato, Cinzia Scaglione, Valeria Giolitti, Fabio Massenzi, Alessandro Sardelli, Marco Stabile e Davide Lo Coco.

La trama si snoda sulla misteriosa scomparsa di Yuria, avvenuta in concomitanza alla morte di un monsignore trovato avvelenato. Da qui la decisione del Vaticano di inviare un ispettore, fra Ludovico (interpretato da Gianni Rosato) che deve indagare sul caso. Una trama intensa che si basa sul mistero, metafore e mezze verità fanno il resto, sono poi le interpretazioni degli attori a lasciare la giusta suspense allo spettatore a cui rimane la voglia e la curiosità di scoprire e vedere il seguito. Il film si sviluppa su scene recitate, silenzi che parlano più delle parole, musiche particolari ed inquadrature di paesaggi e monumenti unici come l’Eremo di Sant’Elia, il Platano, la stessa Curinga.

Senza svelare troppo, il film avrà un seguito, dopo il successo della messa in onda su Amazon Prime, è stato richiesto di realizzare Yuria 2 e Yuria 3, mentre come fa sapere lo stesso Rosato, si sta già lavorando anche alla realizzazione della serie per cui si punta a Netflix.

Impegnato sul set di un nuovo film che si sta girando tra Milano, Roma e Budapest, di cui non svela la trama ma solo che si tratta di un revenge movie, il racconto di una storia vera, che uscirà nelle sale italiane agli inizi del nuovo anno e che vede Rosato come protagonista assoluto, l’attore romano di adozione è soddisfatto del successo che sta riscuotendo Yuria e dal seguito che avrà.

«Sono contento del successo che sta riscuotendo Yuria, delle recensioni ricevute da My Movies, ed altri autorevoli siti e riviste. È una soddisfazione vedere Curinga in un film e soprattutto farla conoscere ad un ampio pubblico, di questo ringrazio l’amministrazione comunale che ha contribuito finanziariamente alla realizzazione di Yuria», ha così commentato l’attore Rosato sentito a qualche giorno dall’uscita del film su Amazon Prime.

YURIA
https://www.parisesilvestroofficial.it/alla-scoperta-dei-bronzi-di-riace/

Destinazione Calabria

Destinazione Calabria
Destinazione Calabria 2022

L’iniziativa è organizzata dal GAL Kroton in collaborazione con la Società Parise Silvestro Official con sede in Germania

Si svolgerà Venerdì 28 Gennaio dalle ore 16.30 un Webinar per la presentazione del progetto dal titolo “Destinazione Calabria – Stili di vita di qualità”. Scopo attrarre turisti e promuovere qualità e nuovi stili di vita sostenibili nonché  scoprire in prima persona dove nascono le eccellenze agroalimentari calabresi. L’iniziativa sarà l’inizio di un progetto che attualmente si sta realizzando a favore della promozione di tutte le eccellenze che la Calabria ha da offrire. All’iniziativa interverranno Anette Rietz della DLC-Destination Lifestyle di Berlino – esperta dell’Italia e specializzata in  strategie di marketing, organizzazione di eventi, promozione turistica, Sales. Per quanto concerne la commercializzazione di prodotti food & beverage interverrá Giovanni Bella, Presidente dell’azienda Bella Giovanni Shipping & Trading, gruppo consolidato nell’esportazione di prodotti italiani e nella Logistica.

 

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Le Castella, 7^ della Settimana della Cultura Castellese 2021

LE CASTELLA, venerdì 27 Agosto 2021.

Settimana della Cultura 2021

Il 23 agosto ha visto chiudersi l’intensa ‘’7° della Settimana della Cultura Castellese 2021’’, nel borgo di Le Castella, perla turistica della costa ionica calabrese. Sette lunghi anni sono passati dalla prima edizione per l’associazione culturale “Leonardo da Vinci”. Questa settimana edizione si è contraddistinta per la grandiosità dei premiati e l’ampia rete collaborativa che l’associazione è riuscita a mettere insieme. Nomi illustri e famosi hanno cavalcato la scena nelle tre serate di premiazioni, le punte di diamante di questo corposo progetto ormai evento storicizzato, portato avanti grazie al finanziamento della regione Calabria, Unione Europea e Repubblica Italiana, con i patrocini e il supporto logistico dei comuni capofila di Isola di Capo Rizzuto, Crotone e Cirò e con il patrocinio gratuito di provincia di Crotone, Comune di Santa Severina, Rocca di Neto, Torre Melissa, San Nicola dell’Alto, Reggio Calabria, Tropea e Vinci.
Premio “Porta d’Argento” alle eccellenze calabresi note nell’Italia e nel mondo, creato dal partner ufficiale Maestro orafo Michele Affidato, è stato consegnato a: Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo fino al 2017 del Milan; Daniela Fazzolari, nota attrice molto conosciuta con la soap “CentoVetrine” ; Azzurra di Lorenzo, stilista di alta moda; Maria Assunta Scalzi, vincitrice de ” La pupa e il secchione e Viceversa” ; Giovanni Macrí, sindaco di Tropea divenuto “Il borgo dei Borghi ; Amalia Bruni, nota scienziata che ha scoperto il gene delll’Alzheimer.

Nella favolosa cornice di piazza Ucci Alì dove proprio il 17, ad apertura della Settimana della Cultura sono state posizionate 5 tavole storiche in ceramiche create, cotte e dipinte a mano dal Maestro Emanuel Vizzacchero, con qr code storico, la serata del premio “La Porta d’Argento – Premio Isola di Capo Rizzuto’’ è stata egregiamente diretta dalla bellissima Veronica Maya, volto noto di Rai 2.

Dalla spettacolarità al peso culturale del Premio #seminiamocultura “Il Volto della Cultura” la cui scultura è stata creata a mano dal Maestro Elio Malena e che ha visto premiare illustre personalità sempre calabresi, impegnate nel campo letterario, artistico, storico e archeologico : Paolo Pancari Doria, pittore e storico maestro d’arte ; Fabio Mancuso, giovane promessa del cinema originario di Isola di Capo Rizzuto ; sempre del comune di Isola anche il ballerino del Teatro La Scala di Milano ; sempre da Milano e dall’Università la Cattolica arriva il calabrese professor Giuseppe Sommario ; Teresa Cardace nota cantante lirica conosciuta in tutto il mondo ; in fine, ma non per ultimo, da Reggio Calabria Daniele Castrizio studioso dei Bronzi di Riace ma anche della monetazione della Magna Grecia e della Sicilia dal periodo arcaico alla fine del medioevo.

“Quest’anno sarà un anno indimenticabile” – afferma il presidente dell’associazione dott.ssa Giglio Sandra – ” poiché nonostante la pandemia abbia calato totalmente il sipario su arte, artisti e cultura, la nostra associazione si è adeguata a mezzi e misure continuando a lavorare tutto l’anno con artisti e ospiti, portando a compimento i tanti sacrifici con le serate di premiazione che ricordano quanto la Calabria sia ricca di eccellenze da scoprire e riscoprire, mostrandole orgogliosamente al di fuori della nostra terra “

” Non è mancato “-continua il segretario dell’associazione Antonio Astorino  l’attenzione anche all’ambiente a cui il presidente teneva molto, tanto che da un idea di riscatto ambientale è nato il premio POSEIDON del maestro Emanuel Vizzacchero “

Poseidon ha ospitato l’associazione” Isola Ambiente Apnea ” impegnata sul territorio anche come Protezione civile e tutela di coste e fondali. All’interno della serata premiato il calabrese Raffaele Loprete, atleta di pesca in Apnea. Saluto e omaggio floreale a Maria Fanito, tesserata Isola Ambiente Apnea, che sarà il capitano della nazionale ai mondiali di pesca in apnea da 16 al 19 settembre in Sardegna.

“LA Settimana della Cultura oltre alle 3 importantissime serate di premiazioni dedicate alle eccellenze, ha visto una serie di importanti appuntamenti culturali” – afferma il Vicepresidente dell’associazione Parise Silvestro – ” dislocate su Crotone con la mostra della Bipersonale di Siniscalchi Giancarlo e Luca Sanguedolce dal titolo” COSCIENZE E INTROSPEZIONE “. Anche su Cirò abbiamo tenuto un convegno su” Idee e riflessioni sulla Riforma del Calendario Gregoriano ” e una degustazione enogastronomia. Abbiamo ospitato anche la METACONFERENZA del professor Daniele Castrizio e della sua teoria sui Bronzi di Riace, in un fare totalmente dinamico, leggero ma allo stesso tempo professionale e ricco di contenuti storici”

Siamo in un periodo di grandi flussi turistici su tutti e tre i comuni e questo significa maggior veicolazione e fruibilità della cultura e delle sue sfaccettature” conclude il vicepresidente. L’associazione ha ringraziato il sindaco di Isola di Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga e il Presidente del  Consiglio Luigi Rizzo, l’imprenditoria Castellese con cui ha collaborato durante i 7 giorni di eventi e tutte le realtà associative, gli Sponsor per aver sostenuto il progetto insieme a noi, gli artisti e gli ospiti che sono ruotati attorno questa grande e rinomato progetto culturale che da 5 anni porta il nome di Le Castella e di Isola di Capo Rizzuto alla ribalta regionale e anche nazionale.

Settimana della Cultura 2021

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Turismo in Calabria

La Consulta Internazionale della Calabria si insedia.

La nuova Consulta della Calabria ha l’ambizione di portare a termine un ampio progetto per il coinvolgimento a 360 gradi della vastissima comunità calabrese di tutto il mondo. Ne parliamo con Pietro Silvestro Parise, Consultore per la Germania

Pietro, quali sono le tue origini calabresi e come sei arrivato in Germania?

Sono originario di Cirò il Paese di Luigi Lilio Riformatore del Calendario Gregoriano, l’attuale Calendario. Sono partito nel 2014 per la Germania, causa mancanza di lavoro e, grazie all’aiuto di un familiare, incominciai a lavorare, sui ponti autostradali in Francia come Ferraiolo. Dopo aver seguito un corso di lingua e aver ricevuto il riconoscimento dei miei titoli di studio, ho sostenuto il mio primo Colloquio come Disegnatore Tecnico (Bauzeichner) dove ho lavorato per 5 anni. Attualmente lavoro in un grande studio di progettazione a Saarbrücken.

Quale è lo scopo della nuova Consulta Regionale?

Ricostruire da zero la reputazione di una Regione e mostrare le tantissime positività che è in grado di esprimere: risorse umane, competenza, capacità e una ricchezza del territorio praticamente inutilizzata. Le meraviglie dell’antica civiltà magno-greca, gli 800 km di costa quasi incontaminata, tre parchi nazionali, tre enclave linguistiche, cultura e tradizione da fare invidia a chiunque. È un cambio strategia di comunicazione della Regione, con il coinvolgimento dei calabresi lontani.

Calabria

Cos’è un consultore e quale è il suo ruolo?

Noi consultori siamo il valore aggiunto di cui la Regione deve avvalersi per intessere una rete di relazioni, di rapporti a tutti i livelli: la cultura, le imprese, l’ambiente, il turismo, l’interscambio commerciale. Ogni consultore dovrà assumersi l’impegno morale di rappresentare la sua terra nei confronti della comunità calabrese in ogni paese, deve sentirsi testimone e attivo propugnatore di iniziative che ridiano non solo smalto a una Calabria sbiadita e opacizzata da troppa trascuranza di governanti e politici, Ci sono Calabresi di terza e quarta generazione che hanno imparato dai nonni il dialetto, ma non hanno mai messo piede in Calabria e non nascondono la voglia di un ritorno a seguire il percorso delle proprie origini. È una delle tantissime cose su cui la nuova Consulta dovrà confrontarsi in una sfida che sarà facile vincere se ci saranno la collaborazione e l’impegno di tutti per un comune obiettivo. Servono progetti, idee, però è necessario superare inutili antagonismi, per lavorare insieme. C’è tantissimo da fare, dal turismo di ritorno alla diffusione della cultura e il mantenimento delle nostre tradizioni popolari, dalle opportunità occupazionali e di fare impresa all’interscambio con i Paesi Esteri in primis con la Germania per quanto riguarda la mia posizione.

Cosa ti prefiggi di fare nel tuo ruolo?

Porterò Pitagora e tanti altri personaggi illustri della Calabria e collaborerò con gli istituti di Cultura Italiani presenti sul territorio tedesco che vorranno ospitarla e le grandi comunità di calabresi rappresentati dalle varie associazioni. Mi impegnerò a fare da ponte per la promozione del mio territorio come merita. Continuare a tessere ragnatele di rapporti che permettano di far conoscere la nostra meravigliosa terra, creare ponti che facciano arrivare turisti di nicchia per vivere nei nostri paesi, fermare il fenomeno di spopolamento dei centri storici, mi piacerebbe negli occhi di chi ci ha accolto e sogna posti da sogno come i nostri. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi, sia quelli che sono nati e vivono in Calabria e quelli che vorrebbero venire a vivere e lavorare, con l’intento e l’obiettivo di creare condizioni di vita ideali, dove casa, famiglia e lavoro sono il paradigma di una bella esistenza, dignitosa ed esemplare, che tutti hanno diritto non solo di sognare ma anche di ottenere in Calabria.

In Germania con i prodotti identitari calabresi 2021 (parisesilvestroofficial.it)

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Ciccio Nucera, il “reuccio della tarantella calabrese”

Sarà il protagonista della decima e ultima puntata del format “La Calabria che suona. Storie di musici e dintorni” in diffusione questa settimana sui canali del circuito Calabria Sona.

Ospite del maestro Checco Pallone, l’artista reggino rappresenta da sempre un punto di riferimento sul territorio per il ruolo attivo nella promozione e valorizzazione della propria cultura. Le movenze nell’insegnare i balli tradizionali e le tecniche del tamburello e dell’organetto lo rendono un personaggio quasi unico nel suo genere in grado di trasmettere tutta la sua energia soprattutto sul palco. “La tarantella crea dipendenza”: è questo il suo famoso motto che è stato nel tempo condiviso da tutti i suoi fans.

Da oltre 20 anni fa parte dell’Associazione Cumelca, impegnata nella salvaguardia della lingua, delle tradizioni, usi e costumi della comunità grecanica. Infatti, Nucera si distingue, nel panorama regionale, per essere da tempo una figura chiave nella costruzione di relazioni con la Grecia e nel favorire i gemellaggi culturali tra le istituzioni e le comunità in giro per il mondo. Tante le esperienze che lo hanno reso celebre al grande pubblico: le trasmissioni radiofoniche e televisive, sia in Italia che in Grecia (“Linea verde”, Geo e geo”, “La vita in diretta”, “Festa italiana”), la direzione artistica del Paleariza Festival, la partecipazione allo storico “Tarantella Power” di Caulonia e a tante altre rassegne in Calabria e non solo. Nucera vanta, inoltre, collaborazioni con artisti come Phaleg, Eugenio Bennato, Carlos Nugnez, Tony Esposito, Ettore Castagna, Mimmo Cavallaro, Antonio Grosso, Francesco Loccisano, Quartaumentata, Parafonè e tanti altri.

 

 

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 “Alla Scoperta dei Bronzi di Riace” insieme alle associazioni “Calabresi in Germania” e “AsSud” di Paludi

L’evento online, nato dalla collaborazione oramai consolidata tra l’Associazione Calabresi in Germania e l’Associazione AsSud di Paludi, sarà dedicato ai Bronzi di Riace e vedrà la partecipazione di ospiti di rilievo nazionale ed internazionale.

A guidarci alla scoperta dei Bronzi (il prossimo anno saranno 50 anni dalla scoperta) sarà uno dei massimi esperti in materia: il prof. Daniele Catrizio, archeologo e membro del Comitato Scientifico del Museo di Reggio Calabria che custodisce i due guerrieri.

I Bronzi di Riace- CALABRIA

Tra gli ospiti, si segnalano Giovanna Giordano (Coordinatrice delle Relazioni pubbliche della Casa dItalia di Montreal), il Prof. Domenico Servello (Direttore Centro Scuola e Cultura Italiana di Toronto), Prof. Domenico Audino (Presidente Federazione Calabro-Canadese Est -Canada), la Prof.ssa Elisabetta Maino (Docente Istituto Cultura Italiana di Lisbona).

A condurre le danze Giuseppe Sommario (AsSud e direttore del Piccolo Festival delle Spartenze) e Parise Silvestro (Presidente dell‘Associazione Calabresi in Germania e neo eletto Consultore della regione Calabria) che intratterranno gli ospiti e parleranno della collaborazione fra le due Associazioni, impegnate in progetti comuni tesi alla promozione e alla valorizzazione della Calabria e die Calabresi nel Mondo.

Il tutto sarà accompagnato dagli interventi musicali di Carmine Sangineto (campione mondiale di Organetto), e quelli di Domenico Audino (maestro della musica popolare e tradionale calabrese) che non mancheranno di dedicare una serenata a tutti gli innamorati.

L’evento sarà trasmesso in diretta giorno 14 Febbraio alle ore 17.00 pm Roma, sulla pagina Facebook dell`Associazione Calabresi in Germania e su quella del Piccolo Festival delle Spartenze.

Le Castella, 7^ della Settimana della Cultura Castellese 2021

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Armando Quattrone “Fiero di te”

Esce il Primo Maggio, il giorno della Festa dei Lavoratori, questa sentita canzone scritta da un calabrese migrante dell’ultima generazione per raccontare la storia vera di un migrante, lavoratore e musicista calabrese degli anni ’60 di nome “Peppe”. Proprio così si intitola la canzone che il cantautore Armando Quattrone dedica alla storia di un calabrese che è la storia di tanti calabresi. L’artista, che ha trovato il successo con la sua musica proprio emigrando ad Amburgo dieci anni fa, spiega nell’emozionante finale della canzone il perché proprio “Peppe” abbia ispirato la composizione di questa canzone.
“Peppe” è stata proposta come canzone dei calabresi nel mondo in occasione della Festa dei lavoratori dal Consultore della Regione Calabria in Germania, Silvestro Parise, come parte del suo impegno per portare alla luce i talenti calabresi in Germania e farsi portavoce delle comunità dei suoi conterranei. Tante realtà associative dei  calabresi nel mondo, dal Canada all’Australia, Argentina, Brasile, Cile, Lombardia e Germania, hanno avuto modo di visionare il progetto proposto dal  Consultore Parise e dell’artista Quattrone per commemorare il giorno dei lavoratori con la canzone “Peppe”. La registrazione della canzone è stata fatta in contemporanea audio e video presso la residenza del rinomato pittore e scultore italiano ad Amburgo, Bruno Bruni, insieme ad uno dei più talentuosi musicisti e produttori musicali italiani nati in Germania, Matteo Capreoli.

 

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Armando Quattrone
La Registrazione del Video “Peppe”

ARMANDO QUATTRONE viene da un piccolo borgo pittoresco sulla costa calabrese. Già nella culla veniva baciato dal sole.

Le canzoni di ARMANDO sono per questo pura Dolce Vita e colpiscono con un seducente mix di pop moderno e flair italiano.

Che il suo album porta il titolo Cabria è una questione di cuore.

Tutte le canzoni suonano come musica pop prodotta genialmente con una botta di sole italiano. Con ARMANDO c’è di nuovo dopo tanto tempo ai blocchi di partenza un cantante italiano che ha sia dal punto di vista musicale che caratteriale la stoffa per diventare una superstar.

Questo è quello che ha anche visto in lui il conosciutissimo cantante ed entertainer Giovanni Zarrella, che ha recentemente preso in mano il management di ARMANDO.

A 18 anni ARMANDO ha iniziato a studiare Scienze Politiche a Bologna. Ancora prima di iniziare gli studi aveva già lì la sua prima band e i primi concerti. La musica gli scorreva nelle vene dalla nascita, perché nella sua famiglia e in paese si faceva sempre e ovunque musica. Già da piccolo voleva imparare tutte le canzoni e intrattenere tutti. ARMANDO QUATTRONE decise di portare le sue canzoni all’estero e viaggiare in giro per l’Europa, equipaggiato solo con la sua chitarra e un piccolo taccuino.

Hamburg, non a caso la Porta del Mondo, non lo ha più lasciato andare: da alcuni anni ARMANDO vive nella città anseatica e nel 2015 ha festeggiato il successo nell’intera Germania. Con il coinvolgente singolo Positivo ha diffuso per tutta l’estate in radio e nella pubblicità TV dell’Aperol Spritz la migliore atmosfera estiva possibile. Dopo che gli ascoltatori della radio NDR2 hanno votato Positivo come canzone dell’estate e lo Spiegel scriveva fresco, divertente, fantastico!, la sua musica riceveva attenzione internazionale.

Chiaramente la hit è inclusa nell’album Calabria. Il suo primo tour nel 2014 è stato patrocinato dal Ministero degli Esteri italiano e nel 2015 ha suonato al Padiglione Germania all’EXPO di Milano. In Italia Armando presenta la Germania, in Germania l’Italia, e dappertutto bella musica. L’album di debutto Calabria diffonde dalla prima nota buon umore e voglia di ballare. Chi cerca la hit dell’estate 2018, la può trovare nel secondo singolo che precede l’uscita dell’album di ARMANDO QUATTRONE: Quando si.

La canzone è un mix incandescente di pop italiano e suoni reggae. Porta il sole del Sud-Italia nei club e nelle radio tedesche. Spiaggia, sole, festa sono gli ingredienti infiammabili che anche nel video del singolo, girato in Calabria, diffondono voglia di vacanza.

La canzone ha subito trovato nella star Pietro Lombardi uno dei primi fan famosi che assieme ad Armando ha festeggiato la canzone sui social.

La canzone nasce, come il precedente singolo Maria, dalla cooperazione con il rinomato team di produttori amburghesi MADIZIN, che hanno prodotto tra gli altri già le hit di Glasperlenspiel, Alvaro Soler, Lena e Frida Gold. Maria si è anche affermata come vera hit radio raggiungendo facilmente la TOP100 delle chart radiofoniche tedesche.

Questo mix di qualità è riconoscibile anche nelle altre canzoni di ARMANDO QUATTRONE. Accanto ai già citati singoli, ARMANDO gioca con influenze musicali italiane come nella selvaggia tarantella di Fiero di te o nella folkloristica Muttetta Calabrese. In maniera vivace e malinconica descrive la sua terra di origine nella canzone In Calabria. Tutte e tre le canzoni portano in superficie il temperamento meridionale di ARMANDO e l’amore per la sua terra. Più in direzione di autentiche hit pop vanno canzoni come Ragazza, Tu mi piacie Sei tucosì come l’emozionante e virtuosamente arrangiato lento Sinfonia, che fonde la tradizione della Canzone Italiana con la straordinaria voce di Armando. Accanto alle proprie composizioni, ARMANDO interpreta in maniera molto personale e passionale classici italiani come Felicità e la senza tempo Che Sarà.

L’affascinante e simpatico ARMANDO QUATTRONE, che da circa sei anni vive in Germania, ha registrato con Calabria uno straordinario album italiano, che accanto a grandi nuove hit pop dà respiro al patrimonio musicale italiano. Porta così in Germania non solo attraverso la sua persona, ma anche attraverso la sua musica, un pezzo di vera cultura e modo di vivere italiani.

Gianni Rosato Attore Calabrese TV e Cinema 2022 (parisesilvestroofficial.it)

La consulta dei calabresi nel mondo il valore aggiunto di chi vive altrove

Rinnovamento e innovazione: sono queste le parole chiave per descrivere la nuova Consulta regionale dei calabresi nel mondo, di cui il presidente ff. Nino Spirlì ha firmato ieri il decreto di nomina dei nuovi consultori. Non sarà un organo meramente rappresentativo (come istituito dalla legge regionale 8 del 2018), ma la nuova Consulta ha l’ambizione di portare a termine un ampio progetto per il coinvolgimento a 360 gradi della vastissima comunità calabrese presente in ogni angolo della terra.

La Calabria ha una storia lontana di emigrazione, con percorsi diversi, fatti di privazioni, rinunce, sacrifici, ma soprattutto tanta determinazione, quella che contraddistingue i calabresi e li proietta, quasi sempre, ai vertici di professioni, imprese, istituzioni. Dovunque, si trova sempre un calabrese ai posti di comando, nella scienza, nella medicina, nelle multinazionali, nelle alte sfere governative e istituzionali, perché i calabresi la voglia di rivalsa, di riscossa, ce l’hanno nel dna. Un popolo capace di sopportare di tutto, ma ugualmente in grado di produrre eccellenze, con uomini e donne che hanno fatto e fanno grande il nome della loro terra. Con sempre un fortissimo senso di appartenenza e l’orgoglio della propria calabresità.

Questa terra, che ha il triste primato dell’export delle eccellenze (che vanno altrove a fare la fortuna di aziende, città, Paesi) deve ricostruire da zero la sua reputazione e mostrare le tantissime positività che è in grado di esprimere: risorse umane, competenza, capacità e una ricchezza del territorio praticamente inutilizzata. Parlano da sole le meraviglie dell’antica civiltà magno-greca, gli 800 km di costa quasi incontaminata, tre parchi nazionali, tre enclavi linguistiche, cultura e tradizione da fare invidia a chiunque. Eppure della Calabria si parla solo quando ci sono morti ammazzati, grandi processi di mafia, retate contro il malaffare. Nel mondo manca la vera immagine di un popolo operoso, sano, cresciuto a pane e legalità, nel rigore della giustizia e dell’eguaglianza, con un innato senso di accoglienza, e una forte vocazione al lavoro. Lavoro che non c’è, soprattutto per i giovani, cui abbiamo rubato il futuro, e i quali hanno diritto a immaginare una crescita nel territorio che gli ha dato i natali, per costruire una casa, una famiglia, una carriera. Sono in tanti, tantissimi, quelli che se ne sono andati, molti per scelta, troppi per necessità, con per entrambi un groppo in gola per non poter mettere a disposizione della propria terra risorse, capacità e competenze. I nostri medici, i nostri ricercatori, solo per fare un esempio, sono nelle migliori università del mondo, hanno studiato in Calabria (dove, non dimentichiamolo, ci sono tre Atenei che sfiorano l’eccellenza), ma non hanno trovato le opportunità per restare o tornare, per offrire il proprio contributo di conoscenza e competenza alla Calabria che li ha cresciuti e formati.

Serve proprio a questo la Consulta regionale appena rinnovata da un motivatissimo presidente Spirlì, sulla traccia un percorso avviato dal direttore generale della Presidenza della Regione Calabria Tommaso Calabrò su input della compianta Jole Santelli. La presidente Jole aveva intuito e visto nelle comunità presenti in tutto il mondo una spinta propulsiva per una vera rinascita del territorio con il contributo non piccolo che i calabresi nel mondo, autentici ambasciatori della propria terra, sono in grado di offrire. Sono i nuovi consultori il valore aggiunto di cui la Regione deve avvalersi per intessere una rete di relazioni, di rapporti a tutti i livelli: la cultura, le imprese, l’ambiente, il turismo, l’interscambio commerciale. Ogni consultore dovrà sentire su di sé l’impegno morale di rappresentare la sua terra nei confronti della comunità calabrese in ogni Paese, deve sentirsi testimone e attivo propugnatore di iniziative che ridiano non solo smalto a una Calabria sbiadita e opacizzata da troppa trascuranza di governanti e politici, ma offrano l’occasione per far sentire la Calabria vicina ai calabresi che sono lontani e avvicinare sempre di più questi ultimi alla propria terra. Ci sono calabresi di terza e quarta generazione che hanno imparato dai nonni il dialetto, ma non hanno mai messo piede in Calabria e non nascondono la voglia di un ritorno a seguire il percorso delle proprie origini. È una delle tantissime cose su cui la nuova Consulta dovrà confrontarsi in una sfida che sarà facile vincere se ci saranno la collaborazione e l’impegno di tutti per un comune obiettivo. Fare della Calabria la California d’Europa, con una grande attrazione per gli investimenti (da parte di calabresi diventati grandi dirigenti d’impresa – e ce ne sono tanti) e una spinta per il nostro export agro-alimentare che può trovare nuovi importanti mercati.

Ci sono tre segmenti legati tra loro, nell’obiettivo di crescita e sviluppo: cultura, turismo ed enogastronomia. Quest’ultima è il collante per l’attrazione culturale che muove il turismo ormai  sempre più diversificato: esperienziale, spirituale (il turismo religioso ha potenzialità gigantesche in Calabria), gastronomico (e qui non ci batte nessuno), oltre, naturalmente, alla forte attrazione paesaggistica. Abbiamo, tanto per fare un altro esempio, nel Museo archeologico di Reggio Calabria i Bronzi che rappresentano una delle più straordinarie testimonianze della civiltà classica: potrebbero fare più visitatori del Colosseo se solo venisse promozionata in maniera adeguata la loro presenza all’interno di una regione tutta da scoprire, ospitati in un Museo che è una meravigliosa realtà che troppi purtroppo ancora sconoscono (calabresi inclusi).

È l’occasione, questa Consulta, per un cambio di passo nella strategia di comunicazione della Regione, con il coinvolgimento dei calabresi lontani: nel mondo si calcola ce ne sono oltre sei milioni, nelle varie generazioni, con tante eccellenze di riferimento, orgoglio di Calabria (si pensi al premio Nobel Renato Dulbecco, nato a Catanzaro) e, soprattutto tanta storia alle spalle, con nomi illustri nel campo della filosofia, della letteratura, della cultura, della scienza. Abbiamo un solco da seguire, quello tracciato da Tommaso Campanella, con la sua Città del Sole, da Bernardino Telesio, da Gioachino da Fiore, scrittori come Corrado Alvaro, Saverio Strati e Leonida Repaci, Pitagora di Crotone, in uno sterminato elenco che continua ad arricchirsi di nuove eccellenze. Ecco, bisogna impegnarsi a far conoscere la storia della Calabria ai calabresi lontani, accogliere i figli dei nostro emigrati, offrire opportunità di tornare e, magari, restare e avviare un’attività nella terra degli avi. Senza trascurare di offrire una narrazione diversa al mondo intero: quella di una Calabria che vuole crescere e ha bisogno di far conoscere agli altri le straordinarie risorse di cui è naturalmente ricca.

Servono progetti, idee, però è necessario superare inutili antagonismi, per lavorare insieme. C’è tantissimo da fare, dal turismo di ritorno alla diffusione della cultura e il mantenimento delle nostre tradizioni popolari, dalle opportunità occupazionali e di fare impresa all’interscambio con i Paesi dove sono presenti consistenti comunità calabresi. È la Calabria nel mondo, un logo ideale su cui operare, dimenticando il passato (è ancora aperta la ferita della Fondazione Calabresi nel mondo, esperienza fallimentari con sprechi da codice penale, assolutamente infruttuosi) e guardando al futuro.

Lo dobbiamo ai nostri ragazzi, sia quelli che sono nati e vivono in Calabria e quelli che vorrebbero venire a vivere e lavorare, con l’intento e l’obiettivo di creare condizioni di vita ideali, dove casa, famiglia e lavoro sono il paradigma di una bella esistenza, dignitosa ed esemplare, che tutti hanno diritto non solo di sognare ma anche di ottenere. In Calabria.  (s.)

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LA NUOVA CONSULTA REGIONALE DEI CALABRESI NEL MONDO

Il decreto n. 4 del Presidente f.f. della Giunta regionale Nino Spirlì, ai sensi della legge reg. 8/2018  costituisce la Consulta regionale dei Calabresi nel mondo che risulta così composta:

1) Presidente della Giunta Regionale che la presiede;

2) Rappresentante proposto dalle associazioni con sede in Calabria, iscritte nel registro di cui all’art.11: Maria Concetta Loscrì;

3) Rappresentanti indicati dalle Associazioni con sede nel territorio Italiano, iscritte nel registro di cui all’art. 11: Salvatore TolomeoFrancesco Serratore;

4) Cittadini calabresi residenti all’estero, indicati dalle associazioni iscritte nel registro di cui all’art.11, secondo la seguente ripartizione territoriale:

FRANCIA: Mariano Porpiglia;

BELGIO: Berenice Vilardo;

SVIZZERA: Vincenzo Bruzzese;

REGNO UNITO: Francesco Mazzei;

GERMANIA: Silvestro Parise;

BRASILE: Rosaria Anele, Corrado Bosco, Franco Perrotta, Luca Motta Blotta;

ARGENTINA: Irma Rizzuti; Leonardo De Simone, Olga La Rosa, Murgia Marcela

VENEZUELA: Alfredo Mazzuca;

CILE: Laura Iannicelli

USA: Daniele Maggiolino, Sergio Gaudio, Umberto Turano, Luigi Patitucci;

CANADA: Menotti Mazzuca, Enrico Mazzone, Daniela Callea, Nicola Isabella;

AUSTRALIA: Vincenzo Daniele, Antonio Mittiga, Vincent Morfuni, Princi Martino;

COLOMBIA: Alessandra Morales;

URUGUAY: Nicolas Nocito;

GIAPPONE: Elio Orsara;

5) Giovani residenti all’estero, di età inferiore ai 30 anni, designati dalle rispettive associazioni o federazioni iscritte nel registro di cui all’art. 11:

FRANCIA: Maria Leccadito;

GERMANIA: Clemente Forciniti;

BRASILE: Chiara Readi;

ARGENTINA: Mariel Pitton Straface:

CILE: Fiorella Siclari Cardenas;

USA: Nico Novelle;

CANADA: Giovanna Giordano;

AUSTRALIA: Annalisa Lo Pianto;

COLOMBIA: Ana Maria Roa;

URUGUAY: Fabrizio D’Alessandro.

FONTE

CALABRIA NEL MONDO, AL VIA LA CONSULTA PAROLE CHIAVE: INNOVAZIONE E IMPEGNO

Si è finalmente insediata in Regione la nuova Consulta dei Calabresi nel Mondo. Era dallo scorso ottobre, poco prima della drammatica scomparsa della Presidente Santelli, che la Consulta dei Calabresi nel Mondo, un organo regionale previsto dalla legge 8 del 2018, attendeva di vedere la sua nuova composizione e il successivo insediamento con l’elezione del Comitato Direttivo (cambia ogni nuova consiliatura). La compianta presidente Jole aveva programmato tutto per la fine di ottobre, ma non è riuscita, purtroppo, nell’intento. A fine gennaio, il presidente facente funzioni Nino Spirlì aveva firmato il decreto di costituzione con la nomina dei 41 consultori, ma inspiegabilmente, per la convocazione e l’insediamento sono passati altri tre mesi. Adesso è praticamente operativa e, tra qualche settimana, dopo il 25 aprile, i consultori, riuniti ieri all’ora di pranzo in sessione telematica, col presidente ff Nino Spirlì, il direttore generale della Presidenza Tommaso Calabrò e la dirigente dell’Ufficio Emigrazione Gina Aquino, dovranno eleggere il Comitato direttivo, l’organo esecutivo della Consulta.

Negli anni passati, la Consulta dei Calabresi era apparsa ai più un club – eccentrico – per favorire viaggi e incontri per i designati, ma operativamente poco utile ai calabresi residenti all’estero. La riforma del 2018, voluta dal Presidente Oliverio, ha mutato le cose. La Fondazione “Calabresi nel Mondo” è stata sciolta (e i suoi dirigenti hanno qualche problema giudiziario a proprio carico) e alla Consulta è stato assegnato con la nuova legge istitutiva un compito sì di rappresentanza, ma anche esecutivo: i calabresi nel mondo sono i migliori testimonial della propria terra e i consultori selezionati dal Presidente della Regione (operano a titolo gratuito) si prendono in carico la responsabilità di promuovere, stimolare e seguire iniziative bidirezionali. Da un lato le aziende di calabresi nel mondo che vogliono investire in Calabria (e ce ne sono anche di prestigiose e importanti che possono creare nuove imprese sul territorio) e dall’altro le aziende calabresi che devono superare il nanismo d’impresa e guardare con ottimismo alle possibilità di export nel mondo, soprattuto dove sono presenti comunità di calabresi. Il segmento più importante è, ovviamente, quello agro-alimentare ed eno-gastronomico. Grazie anche al successo sempre più crescente della dieta mediterranea, la nostra cucina, le nostre tipicità stanno registrando un largo consenso in ogni parte del mondo. Ma le imprese calabresi sono spesso troppo piccole per organizzare l’export: serve a questo il settore internazionalizzazione della Regione (cui fa riferimento anche la Consulta) per raggruppare sotto forma di consorzi o di cooperative i piccoli produttori e consentire l’export in quantità industriali, in grado di sostenere l’eventuale domanda della grande distribuzione organizzata all’estero. Si pensi soltanto ai mercati dell’Australia, del Canada, degli Stati Uniti che per i nostri prodotti eno-gastronomici (lattiero-caseari, salumi e insaccati, frutta lavorata, conserve, olio, vino, etc) potrebbero costituire uno sbocco formidabile. Ma non è così facile come sembra: salumi e formaggi calabresi ancora non sono ammessi, per esempio, in Australia. A questo dovranno provvedere i consultori locali, ovvero creare le giuste relazioni per promuovere e instaurare rapporti commerciali con la Calabria, aiutando a superare – essendo in loco – i problemi burocratici e di autorizzazione dell’importazione dalla Calabria.

Enrico Mazzone, Salvatore Tolomeo e Vince Daniele
I consultori Enrico Mazzone (Canada), Salvatore Tolomeo (Italia) e Vince Daniele (Australia)
La Consulta avrà dunque non un ruolo rappresentativo, ma soprattutto esecutivo: dovrà essere il propulsore di iniziative e attività non solo commerciali, ma anche e soprattutto culturali: di salvaguardia della lingua e del dialetto, della cultura e delle tradizioni popolari, dovrà coltivare il senso di appartenenza anche nelle seconde, terze, quarte generazioni, promuovendo anche il cosiddetto Turismo delle Radici. Quest’ultima iniziativa potrebbe rivelarsi – a pandemia finita – una straordinaria risorsa per la destagionalizzazione del turismo, con l’arrivo di centinaia di migliaia di calabresi che verrebbero – ove stimolati da incentivazioni intelligenti e facilities locali – a visitare la terra che ha visto nascere i propri avi. Senza contare alle possibilità di formazione e studio per i nostri giovani calabresi che vivono all’estero e potrebbero venire a studiare nei nostri tre Atenei. C’è, insomma, un’enormità di lavoro che attende i consultori della Calabria e il nuovo Comitato direttivo (presieduto dal Presidente della Regione) avrà nove componenti di tutto il mondo coordinati da un vicepresidente augurabilmente italiano e possibilmente vicino – in tutti i sensi – a Germaneto.

Il Direttore Generale Tommaso Calabrò, che aveva avuto dalla Santelli l’incarico di riorganizzare la “nuova” Consulta e ha lavorato molto, con impegno e passione, in questi mesi perché si realizzasse il sogno della Presidente, è ottimista e fiducioso sul grande lavoro che ciascun consultore riuscirà a portare a termine. Soddisfatto anche Salvatore Tolomeo, presidente della Federazione dei Circoli Calabresi Italiani, da molti indicato come ideale vicepresidente in grado di guidare l’organo regionale, sia per la sua lunga esperienza in Consulta e la conoscenza delle cose regionali, sia per la reale “vicinanza” alla Cittadella: pur vivendo a Milano, Tolomeo è molto spesso a Catanzaro sua città natale. Dovrebbe, senza difficoltà, raccogliere il consenso degli altri 40 consultori che saranno chiamati a votare il Direttivo nelle prossime settimane. Tale scelta appare, senza dubbio, la più idonea per mettere in moto un organismo che, in fieri, mostra un orizzonte larghissimo: dello sconfinato amore per la sua terra Tolomeo non ha mai fatto mistero e nei suoi progetti c’è l’obiettivo di promuovere e condividere con tutti i consultori idee e progetti in grado di dare una spinta innovativa alla Calabria, nel segno di una calabresità che, oggi più che mai, è diventata motivo di grande orgoglio per quanti vivono lontano. Lo stesso amore che ha spinto – visto che non ci sono nemmeno rimborsi spese per i consultori – tanti calabresi – donne e uomini di ogni parte del mondo, innamorati della propria terra – a offrire la propria disponibilità per l’impegno in Consulta, che non sarà sicuramente lieve, visti gli obiettivi da raggiungere.

Soddisfatto, naturalmente, anche il presidente pro-tempore Nino Spirlì: «Abbiamo bisogno del vostro aiuto e del vostro sostegno – ha detto in streaming ai consultori collegati da tutto il mondo –. Seguiteci sempre e aiutateci con i vostri pareri, le vostre proposte. Questa terra è un grande terreno fertile che aspetta anche il ritorno di chi è partito. Qui si può lavorare e investire, si può ricominciare. Quello che c’è di male nella nostra terra, c’è ovunque; e se si combatte ovunque, si può combattere anche qui. Per me è molto importante continuare a portare avanti la volontà di Jole Santelli. La prima presidente donna di questa regione – ha ricordato Spirlì – desiderava riunire i calabresi che rendono grande la nostra regione nel mondo attraverso le nuove rappresentanze, per far sì che non si disperda mai la calabresità, la conoscenza di ciò che è Calabria. Siamo greci, ebrei, arbëreshë, occitani, latini, italici, bruzi, saraceni, mori, normanni, francesi, spagnoli, goti. Il nostro è il sangue del mondo. Ecco perché chi viene qui trova un po’ di se stesso».

Spirlì, anticipando un progetto di turismo religioso che toccherà 12 località, ha invitato i calabresi che vivono fuori della regione a realizzare nuovi format per raccontare le loro esperienze all’estero: «Potreste essere voi – ha detto ai consultori – a spiegare chi erano i primi calabresi arrivati nei vari Paesi e cosa hanno fatto per farsi conoscere. Anche questo tipo di iniziative potranno essere il nostro biglietto da visita nel mondo». (s)

 

FONTE

I Fari della Calabria

“I Fari della Calabria” libro e docufilm come guida a questo viaggio di Enza Sirianni, si parte dal Faro di Punta Alice di Cirò Marina

L’autore, coadiuvato da preziosi collaboratori nominati nel colophon del libro, riesce a donare un quadro completo di questa parte della storia della Calabria, legata indissolubilmente alle sorti del Mediterraneo, mare tra terre

La nostra terra, fasciata dal Tirreno e dallo Ionio, lungo i suoi circa 800 km di coste, ha numerosi fari, di cui dodici sono ancora attivi. Essi svettano su punti strategici per la navigazione- siano essi promontori, propaggini, spuntoni di roccia, lingue sabbiose insinuate nel mare- simili a guerrieri solitari, innalzati ad una maestosità imperturbabile che protegge, orienta, segnala, evoca, racconta, sussurra.

Ivan Comi, calabrese perdutamente innamorato della sua terra, affascinato fin da bambino dalle torri luminose, anelli di congiunzione tra cielo e terra, nel suo libro “I Fari Della Calabria”, edito da Associazione La Vie, 2019, ci guida in un percorso epifanico sulle loro tracce.

L’opera, con testo bilingue italiano e inglese, include altresì un film-documentario, “La magia dei cristalli”, – regia di Filippo Corrieri e dello stesso autore- che ripercorre la ricerca attraverso le riprese dei luoghi, dei paesaggi, delle persone, degli incontri, aggiungendo poesia a poesia. Nel docufilm, un particolare rilievo è dato alla finalità pedagogica dell’itinerario, con le sequenze dedicate alle insegnanti che guidano i bambini calabresi a conoscere il patrimonio storico-artistico, naturalistico della loro terra.

Un aspetto fondamentale, questo, per fare crescere la Calabria, per amarla, per viverci bene, per restarci, per non essere costretti a lasciarla da grandi. Per interrompere una storia incessante di emigrazione, di fuga.

Si svelano meraviglie impensate anche a noi che vi siamo nati, che la abitiamo e a tutti coloro che desiderano inoltrarsi nel connubio conoscenza/ bellezza che promana da ogni pagina di questo libro, denso di foto e di materiali.

La veste grafica è curata, elegante, accattivante fin dalla copertina del volume in cui si staglia, con potenza incantatoria, una lanterna radiante la sua luce su un mare scuro, sovrastato da un orizzonte in tinte crepuscolari. Sotto, in rapita contemplazione, un uomo, forse lo stesso Comi, irresistibilmente attratto dal bagliore del faro che squarcia l’oscurità. L’immagine produce un forte effetto di immedesimazione : magia, mistero, sogno…

Se i fari emanano solitudini, esse sono inscindibili da quelle dei guardiani, figure quasi leggendarie su cui l’autore si sofferma, tracciandone la storia da quando, nell’ antichità, degli uomini, quasi certamente schiavi, dovevano accendere e alimentare fuochi nei punti in cui il mare era più insidioso. I custodi della luce per le rotte notturne dei naviganti, via via, abbandonarono quella sorta di ruolo di vestali maschili, per divenire esperti in rapporto ai progressi della tecnica.

I falò di legna sono stati sostituiti dal petrolio, dal gas, dall’elettricità, mentre si ci ingegnava con invenzioni e perfezionamenti per migliorare l’efficienza dei segnalatori luminosi, fino all’automazione e al controllo da remoto.

Oggi non esistono più i vecchi guardiani dei fari, ma al loro posto ci sono dei professionisti a cui, spesso, sono affidate più torri. Nel libro e nel film, vengono presentati e intervistati alcuni faristi della nostra regione, altamente specializzati che, tuttavia, nell’immaginario, mantengono il fascino dei loro predecessori del passato.

Dal Pharos di Alessandria, la prima monumentale, stupefacente opera umana per la funzione di orientare i marinai nel buio delle acque del Mediterraneo, tanto da essere annoverata tra le sette meraviglie del mondo antico, alle costruzioni odierne. Nella sua parte introduttiva, il libro ne presenta agilmente la storia facendo scoprire particolari affatto scontati, come per esempio, la funzione della Statua della Libertà, faro di New York dal 1902. Concluso questo rapido excursus, si inizia il viaggio attraverso i “punti luminosi “della Calabria, da est a ovest.

Si parte dal Faro di Punta Alice, di Cirò Marina, con una foto in cui troneggia sulla base, come assiso su un trono, il monarca di un bianco abbagliante, al servizio delle genti del mare. Intorno, la natura che affascinò gli avventurosi greci tanto da farne una seconda patria. I colori variano dalla sabbia, bianca o dorata, allo smeraldo della vegetazione. Il mare, sposo della costa che lambisce instancabilmente ora accarezzandola, ora stringendola in abbracci impetuosi e spumeggianti, le regala le sue pietre pregiate: lo zaffiro, l’acqua marina, il turchese, la giada, l’ametista. I fondali, i giochi della luce, la purezza delle acque, contribuiscono a donare questa varietà cromatica unica ai nostri due mari.

Spettacoli di pari folgorante bellezza si ripetono nell’incontro con gli altri fari, procedendo dalla costa ionica del crotonese verso sud fino alla punta reggina per risalire lungo il Tirreno.

Capo Colonna, Capo Rizzuto, Punta Stilo, Capo Spartivento, Capo Dell’Armi, Punta Pezzo, Scilla, Capo Vaticano; Capo Suvero, Paola. Ognuno con la sua storia, leggende, miti, le sue caratteristiche architettoniche e tecniche, il suo rapporto con le città e il territorio in cui sorge e, dentro, con una disposizione grata e uno sguardo discreto, le vite dei guardiani/ faristi, delle loro famiglie, delle generazioni che, in alcuni casi, si sono succedute nello stesso incarico.

L’autore, coadiuvato da preziosi collaboratori nominati nel colophon del libro, riesce a donare un quadro completo di questa parte della storia della Calabria, legata indissolubilmente alle sorti del Mediterraneo, mare tra terre.

E lei, terra tra mari.

Il messaggio che ci viene dalla lettura e dalla visione del libro e del film documentario, è che dobbiamo imparare a conoscerci. E ad amarci. Un messaggio che, attraverso la storia dei fari, si aggiunge alla preziosa opera di altri calabresi che con tenace amore si impegnano alla rinascita di una terra semplicemente bellissima.

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A renderlo noto è Silvestro Parise, Projektleiter Kunst und Kultur Dibk.

FONTE